martedì, 07 agosto 2007

Clocks – Coldplay

The lights go out and I can't be saved
Tides that I tried to swim against
Have brought me down upon my knees
Oh I beg, I beg and plead singing

Come out of things unsaid
Shoot an apple off my head and a
Trouble that cant be named
A tiger's waiting to be tamed singing

You are
You are

Confusion never stops
Closing walls and ticking clocks
Gonna come back and take you home
I could not stop that you now know singing

Come out upon my seas,
Cursed missed opportunities
Am I a part of the cure
Or am I part of the disease, singing

You are, you are, you are
You are, you are, you are

And nothing else compares
And nothing else compares
And nothing else compares

You are
You are

Home, home where I wanted to go
Home, home where I wanted to go
Home, home where I wanted to go
Home, home where I wanted to go

Ancora una volta il testo di una canzone, per esprimere qualcosa che ho dentro...

"Nothing else compares...You are home, home where I wanted to go"


postato da: Pinky78 alle ore 15:49 | link | commenti | commenti
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lunedì, 30 luglio 2007

Ispirazione da post

Il mio occhio si è fatto pittore e ha tracciato
la forma della tua bellezza sulla tavola del mio cuore.
Il mio corpo è la cornice in cui essa è tenuta,
e, fatta in prospettiva, essa è la migliore arte del pittore:
perché attraverso il pittore devi vedere la sua maestria,
per scoprire dove sia la tua fedele immagine dipinta,
che sempre pende nella bottega del mio petto,
nelle cui finestre si specchia il vetro dei tuoi occhi.
Ora vedi che bei servigi gli occhi hanno reso agli occhi:
i miei hanno ritratto la tua figura, e i tuoi per me
sono finestre sul mio petto, attraverso cui il sole
si diletta a sbirciare, per ammirare, là dentro, te.
Ma agli occhi manca l'abilità che dia grazia alla loro arte:
ritraggono solo ciò che vedono, non conoscono il cuore.

W.Shakespeare

Sì, ancora lui...ma stavolta su suggerimento della persona a me più cara.

Che ama le cose semplici, che vive per i propri sogni, che si sorregge stoicamente sui propri valori. Che incarna l'unicità che amo.

A te dedico la semplicità che ami, nelle parole di Totò:

Core analfabbeta

Stu core analfabbeta
tu ll'he purtato a scola,
e s'è mparato a scrivere,
e s'è mparato a lleggere
sultanto na parola:
"Ammore" e niente cchiù.

postato da: Pinky78 alle ore 13:59 | link | commenti | commenti
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venerdì, 27 luglio 2007

Oggi...un frammento di me

<< Non posso >>, il suo ultimo sorriso accompagnava quelle due parole, scarne,desertiche, aride, al loro interno tutta l’amarezza delle delusioni passate il tormento del ripetersi degli infiniti inizi e delle infinite complicazioni che uccidevano e gettavano via tutti gli atomi dei momenti che aveva dedicato a nutrire quei sentimenti.

Una donna sola, avvolta nel suo cappotto bianco, camminava a testa bassa, lasciandosi dietro un crollo di palazzi, macerie che si accumulavano sulla strada, lasciando un solo vialetto libero per il suo passaggio. Andò via, senza aggiungere una parola contemplandolo per un istante infinito come per trattenerlo, conservarlo dentro di sé amaro e spietato distacco addio involontario costretto paure forse di nuovo concretizzate… non posso permettermi di soffrire ancora i miei sogni mi hanno già uccisa non voglio morire di nuovo tu sei vita il magma incandescente che anima il mio essere mi scuote dentro m’inonda entri in me da tutti i pori e le cellule un’invasione incredibile l’arrendevolezza del mio cuore tutto il mio essere proteso verso te… ma non posso…

Parole che ho scritto tanto tempo fa, ma che oggi echeggiano dentro me. Inaspettato terremoto emotivo questi frammenti sono per te.

Perchè ti appartengo.

postato da: Pinky78 alle ore 10:34 | link | commenti | commenti
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mercoledì, 25 luglio 2007

"Se potessi rivederti" M. Levy

" Così si chiude la storia, sui tuoi sorrisi, e il tempo di un'assenza. Ovunque fossi, mi addormentavo nel tuo sguardo. Ho vissuto laddove i ricordi si formano a due, al riparo dagli sguardi, nel segreto di una sola fiducia dove tu ancora regni. Mi hai dato ciò che non immaginavo, un tempo dove ogni secondo di te conterà nella mia vita più di ogni altro secondo. I momenti che mi hai dato hanno un nome: incanto. Lo hanno ancora, sono fatti della tua eternità. Anche senza di te, non sarò mai più solo, perchè tu esisti."

 

Ci sono momenti in cui le parole usate da altri esprimono perfettamente ciò che sentiamo: la nostalgia di attimi che non abbiamo saputo afferrare, la voglia di toccare infinitamente senza farsi limitare dai propri sensi.

 

postato da: Pinky78 alle ore 13:40 | link | commenti (1) | commenti (1)
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mercoledì, 25 luglio 2007

Torna sovente e prendimi

Torna sovente e prendimi,

torna e prendimi amata sensazione

quando il ricordo del corpo si ridesta e trascorre nel sangue il desiderio antico

quando labbra e pelle rammentano e alle mani pare di nuovo di toccare.

Costantino Kavafis

postato da: Pinky78 alle ore 13:20 | link | commenti | commenti
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martedì, 24 luglio 2007

Pablo Neruda

Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Escribir, por ejemplo: "La noche está estrellada,
y tiritan, azules, los astros, a lo lejos".
El viento de la noche gira en el cielo y canta.
Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Yo la quise, y a veces ella también me quiso.
En las noches como ésta la tuve entre mis brazos.
¡La besé tantas veces bajo el cielo infinito!
Ella me quiso, a veces yo también la quería.
¡Como no haber amado sus grandes ojos fijos!
Puedo escribir los versos más tristes esta noche.
Pensar que no la tengo. Sentir que la he perdido,
Oír la noche inmensa, más inmensa sin ella.
Y el verso cae al alma como al pasto el rocío.
Qué importa que mi amor no pudiera guardarla.
La noche está estrellada y ella no está conmigo.
Eso es todo. A lo lejos alguien canta. A lo lejos.
Mi alma no se contenta con haberla perdido.
Como para acercarla mi mirada la busca.
Mi corazón la busca, y ella no está conmigo.
La misma noche que hace blanquear los mismos árboles.
Nosotros, los de entonces, ya no somos los mismos.
Ya no la quiero, es cierto, pero cuánto la quise!
Mi voz buscaba el viento para tocar su oído.
De otro. Será de otro. Como antes de mis besos.
Su voz, su cuerpo claro. Sus ojos infinitos.
Ya no la quiero, es cierto, pero tal vez la quiero.
Es tan corto el amor, y es tan largo el olvido.
Porque en noches como ésta, la tuve entre mis brazos,
mi alma no se contenta con haberla perdido.
Aunque éste sea el último dolor que ella me causa,
y éstos sean los últimos versos que yo le escribo.
postato da: Pinky78 alle ore 16:11 | link | commenti (1) | commenti (1)
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martedì, 24 luglio 2007

Frammenti di un diario letterario II

"Castelli di rabbia"

"Ogni tanto penso che solo un uomo spaventato come me poteva farsi venire una mania del genere. Sotto sotto non c'è altro, paura, solo paura...Lo capisce? è la magia del vetro...proteggere senza imprigionare...stare in un posto e poter vedere ovunque, avere un tetto e vedere il cielo...sentirsi dentro e sentirsi fuori, contemporaneamente...un'astuzia, nient'altro che astuzia. Se lei vuole una cosa e però ne ha paura non ha che da mettere un vetro in mezzo, tra lei e quella cosa. Potrà andarle vicinissimo eppure rimarrà al sicuro...Non c'è altro...io metto pezzi di mondo sotto vetro perchè quello è un modo di salvarsi...si rifugiano i desideri, lì dentro...al riparo dalla paura...una tana meravigliosa e trasparente..."

"Seta"

"Non muoverti, rimani così, ti voglio guardare. Sono qui, ti posso sfiorare, è seta, questa, la senti? E' la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle, avrai le mie labbra, quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove, a un certo punto sentirai il calore delle mie labbra, addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d'improvviso, forse sarà nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia, o forse sarà sul cuore, perchè ti voglio, e con il cuore tra le mie labbra tu sarai mio, davvero, con la mia bocca nel tuo cuore tu sarai mio, per sempre, se non mi credi apri gli occhi, e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade e questo mio corpo senza più seta, le tue mani che lo toccano, i tuoi occhi che lo guardano, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi, vedo i tuoi occhi cercare nei miei, non c'è più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, questo istante sarà, da adesso in poi, fino alla fine."

"Questa storia"

"La bellezza di un rettilineo è inarrivabile, perchè in essa è sciolta qualsiasi curva, e insidia, in nome di un ardire clemente e giusto. E' una cosa che possono fare le strade e che invece non esiste nella vita. Perchè non corre dritto il cuore degli uomini e non c'è ordine, forse, nel loro andare."

Ciao Alessandro, grazie per averci regalato momenti di te. Nella tua scrittura mi riconosco per inquietudine e speranza; mai ripetitivo, giochi con le parole e le pieghi al tuo volere, non sarai mai lontano dal cuore delle persone, riesci a rendere perfettamente qualunque debolezza ed estasi umana.

postato da: Pinky78 alle ore 15:40 | link | commenti | commenti
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lunedì, 23 luglio 2007

"Unintended" Muse

You could be my unintended
Choice to live my life extended
You could be the one I'll always love
You could be the one who listens to my deepest inquisitions
You could be the one I'll always love

I'll be there as soon as I can
But I'm busy mending broken pieces of the life I had before

First there was the one who challenged
All my dreams and all my balance
She could never be as good as you

You could be my unintended
Choice to live my life extended
You should be the one I'll always love

I'll be there as soon as I can
But I'm busy mending broken pieces of the life I had before

I'll be there as soon as I can
But I'm busy mending broken pieces of the life I had before

Before you

 

postato da: Pinky78 alle ore 15:05 | link | commenti | commenti
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lunedì, 23 luglio 2007

Frammenti di un diario letterario

Raccolgo pezzi di opere letterarie per farne un collage di emozioni. Li trascrivo sul mio diario verde acqua, racchiudendo sensazioni, pensieri, immagini, spunti di riflessione, profondità o semplici parole d'arte.

Oggi ho pensato di lasciarne qui qualche frammento, solo per spargere un pò di polvere di sogno.

"C'è una luce che ha il diritto di risplendere, ma che, oscurata da ciò che la circonda, riesci a vedere solo se ne sei all'interno. Ed è lì che vorrei essere sempre... Mi muovo fra le stanze con passo leggero, come scalza sull'erba. Mi guardo in quel mozzicone di specchio e ritrovo la persona che avevo perso, anzi, che non avevo mai incontrato. Ogni giorno lo specchio diventa sempre più grande e io mi riconosco. "

"Il vero poeta possiede l'arte del funambolo. Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un'opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro. Il difficile è non elevarsi dal suolo e mantenersi in equilibrio, vivere la vita all'altezza del proprio sogno, non scendere mai, neppure per qualche istante, dalla corda dell'immaginazione, diventare funambolo della parola."

postato da: Pinky78 alle ore 15:03 | link | commenti | commenti
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mercoledì, 18 luglio 2007

La leggenda azteca del cioccolato

" Gli aztechi credevano che il cioccolato fosse un dono fatto all'umanità da Quetzalcoatl, guerriero e dio dei venti. Un giorno venne mandato sulla terra a cavallo della luce della stella del mattino, gli abiti sfavillanti e la barba bianca come neve. Portava con sè una preziosissima pianta che aveva rubato agli dei. La piantò nei campi di Tollan e convinse il dio della pioggia ad innaffiarla. Insegnò agli abitanti del posto come raccogliere il frutto, torrefarlo e macinarlo e come preparare una bevanda amara, insaporita con spezie. Ma gli dei si infuriarono quando videro l'umanità godersi una squisitezza fino a quel momento riservata unicamente a loro, soprattutto poichè era stata rubata. Per vendicarsi di Quetzalcoltal, mandarono sulla terra Tezcatlipoca, "specchio fumante", dio dell'oscurità e delle ombre, per condurlo alla perdizione. Travestito da mercante, Tezcatlipoca gli offrì del pulque, succo fermentato di cactus, finchè Quetzalcoltal non si ubriacò e cominciò a saltellare in modo ridicolo davanti alla popolazione. Quando tornò in sè, si accorse di essere stato umiliato deliberatamente. Si depresse ancor di più alla vista dei suoi alberi di cacao ormai secchi. Così decise di tornare sulle stelle. Ma, lungo la strada, si fermò sulla costa del Pacifico, sulle spiagge dell'odierna Tabasco, e lì gettò gli ultimi semi di cacao, che si erano inspiegabilmente incastrati negli angoli delle tasche della sua giacca. Essi germogliarono e prosperarono. Ciò dimostrerebbe come la logica del mito, seppur tortuosa, sia veritiera: oggi il cacao cresce solo a lungo le coste tropicali del sud, mentre non ne esistono tracce nel Messico settentrionale e centrale. "

Interessante il racconto di viaggio di Paul Richardson. Nel suo libro "I piaceri del cioccolato" descrive il suo itinerario intorno al mondo alla scoperta delle origini e dell'evoluzione del cacao, creando una mappa storica, mitologica e geografica.

Da chocaholic quale sono, vorrei poter percorrere le stesse strade e gustare gli stessi sapori, magari in un vero giro del mondo in 80 tavolette, cioccolate in tazza, praline, budini, come da lui suggerito...

E se potessi dividere questa gioia degli occhi e del palato anche con il mio amore vorrei tanto che accadesse al più presto, tra cascate di cioccolato fuso e rintocchi di campane glassate, in una dimensione parallela, di deliziosa condivisione.

postato da: Pinky78 alle ore 15:14 | link | commenti | commenti
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Chi sono

Utente: Pinky78
Ambilla è una traduzione molto libera del termine dialettale catanese "ambidda", che tradotto non liberamente ma letteralmente in italiano è "anguilla"...questo vocabolo indica non soltanto un componente della fauna ittica che tutti conosciamo, ma anche persona furba, sgusciante, peperina,riferita soprattutto alle bambine vispe e inafferrabili... Questo nomignolo mi è stato donato e alla fine mi ci son talmente affezionata che ho deciso di usarlo nel mio blog. Il tram chiamato desiderio è quello che prendiamo ogni giorno al mattino, appena svegli, che ci porterà verso il solito posto di lavoro o verso un giorno totalmente libero, verso una vacanza o un luogo lontano... Mi piace pensare che la meta sia sempre diversa, alla scoperta dei nostri sogni, verso i nostri reali desideri.

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